La comunicazione efficace

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Molte volte ci è capitato di non essere ascoltati o di non riuscire a comprendere ciò che l’altro ci sta dicendo. Si tratta di un’esperienza molto frustrante che può sfociare anche in un aperto conflitto con la persona in questione. A quel punto ogni comunicazione è bloccata ed interviene un atteggiamento di chiusura e di difesa.
L’obiettivo dell’incontro è quello di presentare ai partecipanti gli elementi basilari dell’ascolto empatico e di individuare gli errori più comuni che possono interferire o bloccare la comunicazione.
Il seminario  è dedicato a coloro che desiderano migliorare le comunicazioni all’interno del loro ambito relazionale (coppia, famiglia, ambiente lavorativo, ecc) nonché a coloro che svolgono professioni in cui la capacità di stabilire una buona relazione con l’altro e di comprendere e gestire gli aspetti emotivi che la persona inevitabilmente presenta, sono riconosciute come competenze imprescindibili, al pari di abilità più strettamente tecniche  (medici, infermieri, assistenti sociali, psicologi, insegnanti, ecc).

 

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Il benessere psicofisico e l’alimentazione

Due seminari gratuiti a scopo divulgativo sulle principali tematiche che riguardano il nostro rapporto con il cibo e il ruolo che il nostro modo di nutrirci ha con il benessere complessivo sia psicologico che fisico.

Lunedì 8 febbraio 2016 ore 19,00 – 21,00
Seminario dedicato agli adulti finalizzato ad approfondire le seguenti tematiche:
• il ruolo dell’alimentazione nella promozione del benessere psicofisico;
• il significato del rapporto con il proprio corpo e con il cibo ed eventuali difficoltà;
• la ricerca di un equilibrio;
• diete: limiti e risorse.

Mercoledì 10 febbraio 2016 ore 18,00 – 20,00
In collaborazione con il Centro di Psicologia infantile Oltre la tenda. Uno spazio per crescere
Seminario dedicato ai genitori e alle famiglie e a chiunque sia interessato ad approfondire le seguenti tematiche:
• l’alimentazione nel rapporto genitori-figli;
• le principali tappe di sviluppo psicofisico del bambino relative all’alimentazione;
• le difficoltà psicologiche e relazionali che si manifestano attraverso l’alimentazione.

Obiettivi dell’incontro:

• fornire informazioni e approfondire la conoscenza delle problematiche relative ai temi;
• creare uno spazio di ascolto, accoglienza e orientamento alle richieste dei partecipanti;
• offrire un’esperienza di riflessione e approfondimento riguardo le proprie specifiche difficoltà;
• elaborare e condividere le proprie esperienze e individuare strategie per affrontare il problema.

I seminari saranno tenuti da psicologi, psicoterapeuti, counselor e nutrizionisti esperti delle tematiche indicate.

La prenotazione è obbligatoria e può essere effettuata telefonando
ad uno dei seguenti numeri:
3396343429 / 3397322221

Oppure inviando una mail all’indirizzo:
centro.obiettivopersona@hotmail.com

Centro Obiettivo Persona
Santa Maria della Libera 13 – 80127 Napoli
(adiacenze via Cilea e fermata Metro “Piazza 4 Giornate”)

Vuoi dimagrire? Scopri il piacere di farlo

Perchè è così difficile dimagrire?

Dimagrire è difficile perché è un problema in cui i tentativi di soluzione, in molti casi, diventano ciò che sostiene ed incrementa il problema stesso. Infatti se è vero che per dimagrire è necessario mettersi a dieta è altrettanto vero che, a volte, non riusciamo a dimagrire proprio a causa delle diete. Infatti se la dieta viene concepita (come lo è tradizionalmente) alla stregua di periodo di rinunzie e costrizioni alimentari, che obbligano la persona a sperimentare sensazioni di obiettiva sofferenza, quali quelle della fame e del sacrificio, risulta evidente che l’individuo non può reggerle per un tempo sufficientemente lungo o addirittura a vita: risulta ovvio che dopo un certo tempo la persona non riesca a reggere lo sforzo e finisca fatalmente a lasciarsi andare ad una fase di eccessi e abusi. A questo punto il fallimento della dieta induce uno stato di depressione e i vissuti depressivi rappresentano una delle cause più ricorrenti di comportamenti alimentari poco sani.
Un altro ostacolo al dimagrimento risiede nel fatto che la maggior parte di coloro che seguono una dieta difficilmente sono in grado di affrontare gli errori in cui immancabilmente si imbatteranno lungo il loro percorso. Avviene così molto spesso che, chi non riesce a resistere alla tentazione di un cioccolatino, si sente talmente frustrato ed in colpa da mangiarsene altri 10 per consolarsi.

Quando, il solo dietologo non basta più e si ha, eventualmente, bisogno di un aiuto psicologico?

Innanzitutto si deve fare una distinzione tra un lieve soprappeso ed una vera e propria obesità. L’obesità è una patologia in cui l’aumento del peso è il sintomo di cause che possono essere sia organiche che psicologiche. Quando sono state escluse delle disfunzioni di carattere fisico, le ragioni che portano l’individuo ad una condizione che non solo danneggia la qualità della sua vita quotidiana, ma che lo espone anche a seri rischi per la sua salute, vanno ricercate in disagi di carattere psichico. In questo caso l’aiuto dello psicologo risulta indispensabile per intervenire sulle problematiche che sono alla base di un comportamento alimentare distorto. Tuttavia anche nei casi in cui l’obesità sia da attribuire a cause organiche, un supporto psicologico può risultare vantaggioso per affrontare sia le difficoltà del periodo della dieta, sia il difficile passaggio verso la proposizione di una nuova immagine corporea.

Quali sono i campanelli di allarme?

Senza arrivare a condizioni di patologie conclamate quali l’anoressia o la bulimia, bisogna non sottovalutare alcune manifestazioni di disordini alimentari quando essi assumono un carattere ripetuto e rilevante.
Comportamenti quali quelli di ingurgitare grosse quantità di cibo non per il piacere del gusto, ma in maniera quasi complulsiva e irrefrenabile, alzarsi abitualmente di notte per fare razzia nel frigorifero, sentire il bisogno di rimpinzarsi indipendentemente dallo stimolo reale della fame, sono tutti sintomi rivelatori di una situazione di sofferenza psicologica che si esprime nella relazione con il cibo.

Consigli?

La persona che ha bisogno di dimagrire dovrebbe innanzitutto cominciare a considerare il processo di recupero di un peso accettabile, non come un periodo di patimenti e sacrifici che lo priva di un piacere importante quale quello della tavola, ma come un iter che lo porterà a recuperare il piacere della vita in senso più ampio.
In quest’ottica la dieta non deve essere progettata e percepita come una condizione punitiva a cui l’individuo è obbligato temporaneamente a sottostare controvoglia, ma come l’apprendimento di nuovi modelli di comportamento che la persona stessa deve contribuire ad individuare sulla base delle proprie esigenze e delle proprie peculiarità.
In sintesi, il recupero di un peso corporeo regolare, è imprescindibile dalla scoperta e quindi dal mantenimento di un nuovo stile di vita e dalla ricerca di un modo diverso di gustare e godere del cibo finalmente liberato della sua connotazione negativa fonte di disagio e sofferenza.

Gruppo di condivisione e sostegno psicologico

Primo incontro giovedì 18 febbraio  2016 dalle ore 18,30 alle 20,30.

E’previsto un numero chiuso di partecipanti ed un colloquio individuale gratuito conoscitivo ed introduttivo all’esperienza.
Il gruppo è uno spazio di espressione ed elaborazione condivisa che ha innanzitutto lo scopo di creare una rete di supporto composta: da una guida esperta che accompagna nel percorso di crescita e da tutte persone che vivono problemi simili. La condivisione infatti può essere una grande risorsa in quanto facilita la comprensione, il confronto e l’elaborazione di nuove strategie date dalla sintesi creativa delle molteplici esperienze.
Le attività scelte per il percorso oltre il colloquio e la condivisione verbale, saranno il role playing e la drammatizzazione, l’espressione con il colore, la narrazione, le fantasie guidate e il rilassamento.

Scopo degli incontri:
• favorire l’espressione e l’elaborazione delle tematiche sottostanti i sintomi ansiosi e sviluppare la capacità di prendersi cura di loro;
• esprimere e vivere ogni aspetto del sé come una risorsa e una possibilità;
• incrementare l’espansione della personalità e l’adattamento creativo.
Il gruppo sarà condotto dalla dott.ssa Francesca Cannata

Alcuni incontri, grazie alla partecipazione e al contributo della dott.ssa Chiara Catapano (esperta di training autogeno e tecniche di rilassamento), saranno dedicati all’apprendimento di strategie quali la respirazione diaframmatica, il rilassamento psicofisico e le tecniche del training autogeno che hanno lo scopo di fronteggiare i momenti più difficili e promuovere un equilibrio e un benessere attutendo i sintomi più fastidiosi e limitanti.


Per info e prenotazioni: dott.ssa Francesca Cannata 3396343429
centro.obiettivopersona@hotmail.com

Stress, stati d’ansia e attacchi di panico

Innanzitutto facciamo chiarezza sui termini stress, stati d’ansia e attacchi di panico.

Sono parole che  ormai  sono entrate nel nostro gergo comune  a volte abusate e usate in modo confuso e improprio. Fare chiarezza e individuare in modo consapevole il problema e le sue manifestazioni, può essere molto utile per poterlo affrontare e prendersene cura individuando aspetti funzionali che sono serviti al nostro adattamento e quelli disfunzionali che ci portano ad avere l’esigenza di cambiare.

“Il termine inglese stress, che significa propriamente “sforzo” al contempo indica, nell’uso corrente, tensione nervosa, logorio, affaticamento psicofisico, e anche il fatto, la situazione che ne costituiscono la causa (fattori stressanti)” . (Enciclopedia Treccani)

La nostra società manifesta, a tutti livelli (familiari, sociali, lavorativi, culturali, economici), grandi aspettative sulle prestazioni e impone la soddisfazione di richieste, che riguardano l’essere e il fare e  che ci tengono proprio “sotto sforzo”.

Immaginiamo le donne: devono essere mamme , lavoratrici, mogli, magre, belle e tutto possibilmente alla perfezione, non contemplando limiti e errori. Questo atteggiamento lo abbiamo verso tutti, anche verso i nostri figli  che svolgono infinite attività tutte al fine di imparare e produrre qualcosa.

Una tale pressione ci costringe a elevati livelli di affaticamento e logorio/stress che diventano, molte volte, dannosi per il nostro organismo  e  ci allontana da noi stessi e dai nostri bisogni .

Quando siamo sotto stress infatti, l’attenzione è spostata fuori di noi, alla soddisfazione delle richieste esterne mentre, ci dimentichiamo completamente di prenderci cura della nostra persona. Questo è utile qualora viviamo una situazione di emergenza: ad esempio  il capitano di una nave che sta affondando, non può sicuramente ascoltare un “certo languorino”del suo stomaco  determinato da molte ore di digiuno, ma sarebbe fortemente dannoso per il nostro organismo se ogni giorno ci sentissimo come capitani di una nave che affonda.

Avere a che fare con elementi stressanti e avere la capacità di sostenerli ed affrontarli  è comunque funzionale alla sopravvivenza e alla soddisfazione dei propri bisogni e dei progetti esistenziali. Eliminare ogni fonte di stress significa avere una vita priva di stimoli, senza obiettivi, statica, deprimente.

È necessario trovare un equilibrio tra l’adattamento alla società e alla vita e l’esigenza fisiologica ed esistenziale di prenderci cura di noi stessi  scegliendo di fermarci, concedendoci la possibilità di non essere perfetti, di non pretendere l’impossibile da noi stessi.

Ansia: “Stato di agitazione, di forte apprensione, dovuto a timore, incertezza, attesa di qualcosa.” (Treccani)

Fondamentale per conoscere l’ ansia  e comprendere le sue sfaccettature è differenziarla dalla paura. Quest’ultima è riferita a un oggetto, a qualcosa di specifico e attiva a un comportamento funzionale alla sopravvivenza (fuga-attacco-difesa). L’ansia invece è uno stato che vede l’intera persona, a livello fisico e psicologico, coinvolta in una condizione di emergenza, di allarme senza un oggetto specifico o qualcosa che effettivamente sia pericolosa e quindi senza la vera possibilità di reagire con un comportamento adattivo. Questo stato di allarme quindi può perdurare nel tempo lasciando la persona in uno stato di tensione e di disagio sul quale si possono presentare sintomi specifici che caratterizzano la sintomatologia ansiosa. Insonnia, disturbi dell’alimentazione, difficoltà a gestire l’aggressività, tic, balbuzie e più in generale sintomi psicosomatici, attacchi di panico e fobie specifiche sono solo alcune delle forme che la nostra condizione umana in questo tempo e in questa cultura genera per far fronte alle difficoltà dell’esistenza.

L’attacco di panico, invece, viene così definito: “Un periodo preciso di paura o disagio intensi, durante il quale quattro (o più) dei seguenti sintomi si sono sviluppati improvvisamente ed hanno raggiunto il picco nel giro di 10 minuti:

  1. palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia
  2. sudorazione
  3. tremori fini o a grandi scosse
  4. dispnea o sensazione di soffocamento
  5. sensazione di asfissia
  6. dolore o fastidio al petto
  7. nausea o disturbi addominali
  8. sensazioni di sbandamento, di instabilità, di testa leggera o di svenimento
  9. derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da se stessi)
  10. paura di perdere il controllo o di impazzire
  11. paura di morire
  12. parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio)
  13. brividi o vampate di calore”.

L’individuo può vivere l’esperienza di attacco di panico in alcune particolari situazioni (agorafobia- claustrofobia ecc.) oppure all’improvviso senza una condizione particolare. L’episodio può essere un unico  o ripetuto nel tempo  spesso, in ogni caso, implica la ridefinizione della vita di un individuo attraverso l’evitamento delle situazione ansiogene o associate alla crisi, la riduzione drastica di autonomia e fiducia in se stessi.

In Italia, negli ultimi tempi circa 5 milioni di persone all’anno, sono ricorse all’uso di psicofarmaci e in particolare a tranquillanti e ansiolitici, per  placare i sintomi ansiosi.

Tuttavia l’uso degli psicofarmaci non può essere la soluzione né la strada per il benessere in quanto eliminano il sintomo ma non risolvono il problema alla radice, anzi bloccano il processo di attribuzione di significato di questi segnali fondamentali per comprendere il malessere di una persona.

Paragoniamo il nostro organismo ad un’automobile e il sintomo ansioso alla spia della benzina. Immaginiamo che lo psicofarmaco eliminando il sintomo (spia della benzina) blocca la possibilità di comprendere il problema alla base (la mancanza di benzina) di dargli voce e di intraprendere una strada di cura e risoluzione (il benzinaio e il rifornimento).

A nostro parere è possibile dare voce, comprendere il significato dei sintomi ansiosi all’interno della storia personale di ciascuno di noi attraverso il sostegno psicologico e la psicoterapia intesa come cura dell’intera persona e non solo una parte di essa.

Nasce da qui la nostra esigenza di promuovere  conoscenza, interesse e sostegno per queste difficoltà attraverso l’organizzazione di seminari informativi e di approfondimento, l’attivazione di un gruppo di ascolto e sostegno e la diffusione, in collaborazione con la Farmacia Alfani e la rete di specialisti, di una cultura del benessere.

Stress, stati d’ansia, attacchi di panico

(seconda parte)
Seminario teorico-esperienziale per imparare a relazionarsi con alcuni tra i più temuti “nemici” della vita del nostro tempo.

Dopo le numerose richieste di adesione e partecipazioni all’incontro di lunedì 16 novembre abbiamo riscontrato una grande esigenza di approfondire questi temi.
Il Centro Obiettivo Persona propone quindi una seconda edizione del seminario che vuole essere il secondo passo di un percorso di ricerca e intervento su queste problematiche.

L’incontrò si svolgerà mercoledì 2 dicembre 2015 ore 19.00 presso il Centro Obiettivo Persona in Via S. Maria della Libera 13 (Napoli – Vomero) e avrà lo scopo di:

  •  Approfondire i temi già trattati sulla base degli interessi e dei bisogni emersi nel primo incontro
  •  Accogliere e individuare difficoltà e necessità dei partecipanti
  •  Proporre un percorso di gruppo finalizzato al sostegno e alla cura.

L’incontro è gratuito.

La prenotazione è obbligatoria e può essere effettuata telefonando
ad uno dei seguenti numeri:

3396343429/3397322221

Oppure inviando una mail all’indirizzo:

centro.obiettivopersona@hotmail.com

Centro Obiettivo Persona
Santa Maria della Libera 13 – 80127 Napoli
(adiacenze via Cilea e fermata Metro “Piazza 4 Giornate”)

Sito web: www.centroobiettivopersona.com

L’ascolto empatico

L’EMPATIA, il riuscire a calarsi nel mondo dell’altro “come se” fosse il proprio senza confonderlo con questo, è il risultato finale di un lungo processo che si basa su considerazioni e passaggi obbligati.
1° premessa
L’ascolto empatico presuppone una visione fondamentalmente positiva dell’essere umano. Tale atteggiamento può essere innato, o il punto d’arrivo di un lavoro che, chi ascolta per professione, deve avere necessariamente fatto su se stesso.
2° premessa
E’ molto difficile che questo atteggiamento sia di una persona confusa e in conflitto con se stessa perché, per considerare positivamente l’altro, bisogna per prima cosa essersi incontrati ed accettati.
3° premessa
L’ascolto empatico, quindi, presuppone un lavoro di auto – ascolto che la persona deve avere già fatto. Questo percorso produce empatia per se stessi, della quale parleremo di seguito.
Sentire profondamente se stessi, mette inevitabilmente l’individuo in contatto con le proprie risorse e lo porta a scoprire il proprio valore. Questo nuovo modo di percepirsi è accompagnato da un atteggiamento di accettazione e comprensione dei propri limiti, perché questi vengono finalmente letti come il risultato delle storture della propria storia personale e non come un modo innato di essere negativi.
4° premessa
Per accogliere l’altro positivamente è, quindi necessario aver accolto positivamente se stessi. Da qui nasce la possibilità di assumere il giusto atteggiamento nella relazione d’aiuto, caratterizzato da due fattori che sono il frutto del lavoro di auto-empatia e che a loro volta favoriscono l’empatia per l’altro.
Questi sono: l’accettazione incondizionata e l’autenticità’.

L’empatia, come detto, è la capacità di mettersi nei panni dell’altro, di saperlo ascoltare per capire i suoi bisogni, le sue richieste, le sue aspettative, le sue emozioni mettendo temporaneamente da parte il proprio schema di riferimento (idee, convincimenti, supposizioni, preconcetti), e restando contemporaneamente in contatto con il proprio mondo emotivo.
Il mondo dell’altro, se non contattassimo le nostre emozioni, ci apparirebbe come qualcosa di astratto ed inspiegabile. (non posso capire cosa significa ” provare rabbia” , se non l’ho provata in prima persona).
Esistono varie forme di empatia: l’empatia cognitiva, emotiva ed intuitiva.
In realta’, si tratta di un’unica capacita’ che, tuttavia, si estrinseca in questi diversi aspetti, che possono essere esaminati separatamente.
L’empatia cognitiva è la capacita’ di accogliere il mondo razionale dell’altro, con i suoi pensieri, le sue valutazioni, i suoi valori, anche se questi non coincidono con i nostri . E’ ovvio che questo tipo di empatia si basa sul rispetto dell’altro e sulla consapevolezza del suo diritto di essere diverso da noi.
L’empatia emotiva è la capacita’ di accettare, accogliere e capire il mondo affettivo ed emotivo dell’altro, cercando di provare e sentire cio’ che egli sente e prova.
L’empatia intuitiva si verifica, prevalentemente in un contesto psicoterapeutico, ma non solo. L’intuizione è una sorta di percezione improvvisa ed illuminante, che permette di raggiungere una consapevolezza, senza tutti quei passaggi logici e quei dati che sono necessari in un procedimento razionale. L’empatia intuitiva è quindi un momento magico che si verifica in terapia quando il terapeuta riesce a centrarsi sul cliente, al punto che il suo sé più profondo entra in contatto con il sé più profondo dell’altro, in uno stato di consapevolezza del tutto eccezionale.

Altro aspetto importante dell’empatia è quella per se stessi. Se consideriamo l’empatia come la capacità di mettersi nei panni di un’altra persona, allora sembrerebbe scontata la possibilità di potersi mettere nei propri panni, ma in realtà, l’auto-empatia non è affatto così facile e frequente.
Troppo spesso la comprensione e l’accettazione di sé, libertà esperienziale, sono gravemente condizionate dalla necessità di “dover essere” in un certo modo, dai risultati che sentiamo di dover raggiungere , dall’avvicinarsi o meno ad un modello ideale, fino a dimenticare di apprezzare cio’ che si è veramente, difetti, limiti e debolezze compresi.
Nel nostro dialogo interiore, fa quasi sempre da padrone, una voce che ci giudica, ci critica, ci esamina e molto spesso ci condanna e che non mostra nessuna propensione ad una comprensione empatica nei nostri confronti.
Esercitare la capacità empatica verso se stessi determina:
1) una valutazione ed accettazione di sè come persona e di conseguenza come oggetto degno di amore e considerazione da parte propria e degli altri;
2) la libertà’ esperienziale e cioè la capacita’ di sperimentare liberamente i propri sentimenti e le proprie emozioni, avendo verso di essi un atteggiamento di comprensione piuttosto che di critica, di giudizio o di rifiuto.
Esercitare empatia nei nostri confronti è una tappa fondamentale nel cammino di ognuno di noi verso il benessere psicologico, vuol dire relazionarsi con noi stessi in modo pacifico, muovendosi in una direzione di riconciliazione e perdono.


STRESS, STATI D’ANSIA E ATTACCHI DI PANICO

Porto addosso le ferite di tutte le battaglie che ho evitato

  1. Pessoa

Seminario teorico-esperienziale per imparare a relazionarsi con alcuni tra i più temuti “nemici” della vita del nostro tempo.

L’incontro, avendo uno scopo divulgativo, è gratuito.

La prenotazione è obbligatoria e può essere effettuata mandando una mail a:

centro.obiettivopersona@hotmail.com

Obiettivi dell’incontro:

  • fornire informazioni e approfondire la conoscenza delle problematiche relative al tema;
  • creare uno spazio di ascolto, accoglienza e orientamento per le  richieste dei partecipanti;
  • offrire una esperienza di respirazione profonda e rilassamento fisico e mentale attraverso una fantasia guidata e l’ascolto della musica;
  • elaborare e condividere l’esperienza di rilassamento e individuare strategie per affrontare il problema.

STRESS, STATI D’ANSIA E ATTACCHI DI PANICO

Porto addosso le ferite di tutte le battaglie che ho evitato”               

                             F.Pessoa

            Lunedì 16 novembre dalle ore 19,00 alle 21,00

     Il Centro Obiettivo Persona, in collaborazione con

Farmacia Alfani

 presenta

 un  seminario teorico-esperienziale per imparare a relazionarsi con alcuni tra i più temuti “nemici” della vita del nostro tempo.

 L’incontro, avendo uno scopo divulgativo, è gratuito.

La prenotazione è obbligatoria e può essere effettuata telefonando ad uno dei seguenti numeri:

                                                    3396343429/3397322221

                                            Oppure inviando una mail all’indirizzo:

                                      centro.obiettivopersona@hotmail.com

Centro Obiettivo Persona
Santa Maria della Libera 13 – 80127 Napoli

(adiacenze via Cilea e fermata Metro “Piazza 4 Giornate”) 

Obiettivi dell’incontro:

  • fornire informazioni e approfondire la conoscenza delle problematiche relative al tema;
  • creare uno spazio di ascolto, accoglienza e orientamento per le  richieste dei partecipanti;
  • offrire una esperienza di respirazione profonda e rilassamento fisico e mentale attraverso una fantasia guidata e l’ascolto della musica;
  • elaborare e condividere l’esperienza di rilassamento e individuare strategie per affrontare il problema.