La psicoterapia umanistico-esistenziale

L’uomo è condannato ad essere libero

Jean Paul Sartre

La psicoterapia umanistico-esistenziale

La psicoterapia rogersiana e la psicoterapia della Gestalt affondano le radici in una corrente comune: la psicoterapia umanistico-esistenziale, un  movimento psicoterapeutico di cui vi vogliamo dare qualche breve cenno storico e spiegare i principi di base.

La storia della psicoterapia umanistico-esistenziale comincia  in America, nel 1962, quando un gruppo di psicologi, dando  vita ad una nuova associazione denominata Terza Forza, prende le distanze dalle due correnti fino allora dominanti nella psicologia: la psicoanalisi freudiana e il comportamentismo di Watson.

Se quest’ultimo considerava l’uomo un essere reattivo agli stimoli ambientali ed il suo comportamento rinchiuso negli schemi di stimolo risposta, altrettanto la psicoanalisi concepisce l’uomo come reattivo in profondità, determinato cioè, nel suo comportamento, da pulsioni ed istinti interiori.

Radicalmente diversa è la posizione della Terza Forza: in quest’ambito l’uomo non è considerato indifeso rispetto a pressioni interne o esterne, ma piuttosto un essere in grado di formulare progetti, fare valutazioni, compiere delle scelte, dirigere la sua esistenza.
Le radici filosofiche della Terza Forza sono da ricercarsi nell’umanesimo e nell’esistenzialismo.

Nel lessico filosofico si parla di umanesimo per definire tutte le posizioni che accentuano il valore e la dignità dell’uomo radicandosi sulle basi filosofiche dell’Umanesimo del 1400.

L’Esistenzialismo nasce in Europa e ha un grande sviluppo negli anni successivi alla seconda guerra mondiale. Viene infatti  denominato “filosofia della crisi” , ossia del vuoto di certezze determinato dalle distruzioni della guerra. Per comprendere l’uomo, l’esistenzialismo sostiene che è necessario prendere in considerazione la sua esperienza soggettiva.

Ciò che possiamo conoscere con la ragione e cioè le verità oggettive ed universali, sono indifferenti per l’esistenza del singolo. Il fatto che 8+4 faccia 12 è un esempio di verità della ragione, ma non è certo qualcosa su cui rifletteremo in punto di morte.

Estremamente importanti per l’esistenza del singolo sono invece i temi esistenziali della scelta e dell’angoscia. “L’uomo è condannato ad essere libero” sostiene Sartre, illustre esponente dell’esistenzialismo europeo . Anzi, Sartre identifica completamente la libertà con l’uomo: “Ciò che non è assolutamente possibile è non scegliere”. E la scelta coincide in Sartre con l’angoscia, con la pesante condizione esistenziale che fa si che ogni individuo sia sempre, in ogni momento, artefice della sua esistenza.

Arrivata in America  la corrente esistenziale viene interpretata in modo originale e assume due caratteristiche che le danno modo di distinguersi dal movimento culturale europeo:
in primo luogo  si adatta al pragmatismo tipico degli Stati Uniti, paese nel quale la filosofia non è mai stata intesa come pura speculazione, ma sempre pervasa di pragmatismo e collegata e scienze quali la psicologia, la sociologia, l’antropologia e l’economia; in secondo luogo perde la connotazione pessimistica che aveva avuto in Europa. La scelta, che tanto pesa sull’uomo sartriano condannato alla libertà, diventa negli States continua possibilità, opportunità infinite.

Le caratteristiche principali della psicologia umanistico esistenziale sono:

La rivalutazione dell’esperienza soggettiva, unica ed irripetibile di ogni singolo individuo.

Una visione positiva dell’uomo e della sua crescita che comprende lo sviluppo delle sue potenzialità attraverso un processo di adattamento creativo che parte dall’accettazione dei limiti interni e della realtà esterna.

Infine la psicologia umanistica ed esistenziale postula l’esistenza della pulsione di autorealizzazione, una tendenza all’espansione e alla crescita che ogni essere umano e ogni organismo possiede e verso cui protende.

La malattia, le difficoltà psicologiche e i sintomi assumono un senso completamente diverso divenendo espressione principale di un arresto di questa tendenza alla crescita dovuto da un disfunzionale adattamento dell’individuo all’ambiente.

Principi fondamentali della psicoterapia umanistica:

  • L’esperienza soggettiva è il fenomeno umano primario e viene considerata con molto rispetto.
  • La capacità di scelta, di autovalutazione, la creatività, la spinta verso l’autorealizzazione, il senso di responsabilità, sono considerate qualità umane fondamentali da sviluppare.
  • Il cliente è l’unico in grado di avere un’idea completa di sé e della sua vita, quindi basilare è il significato che egli dà alla sua esperienza.
  • Un grande rispetto per l’individuo quale entità psicobiologica ricca di potenziale spinto alla relazione con l’ambiente nel quale tende a realizzarsi.

Annunci